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Gli animali mammiferi sono una classe di vertebrati caratterizzati dalla presenza di ghiandole mammarie che producono latte per nutrire i loro piccoli, dalla presenza di pelliccia o pelo per protezione e termoregolazione, e dalla capacità di dare alla luce cuccioli già sviluppati. 

 

A seconda del numero di mammiferi che arrivano al nostro centro al primo posto sono i caprioli (Capreolus capreolus), con circa 200 segnalazioni all'anno, i mammiferi maggiormente coinvolti in situazioni di pericolo sul territorio piacentino. Per gli individui adulti le principali cause di ricovero sono l'impatto contro vetture oppure perché rimasti incastrati in recinzioni o intrappolati in aree private recintate; nel caso dei cuccioli, invece, questi vengono spesso feriti o mutilati da macchine agricole per lo sfalcio oppure inconsapevolmente sottratti alle cure materne senza motivo. Se l'unico modo per limitare il numero di incidenti stradali compresi quelli causati da fauna selvatica restano la moderazione della velocità ed una maggiore attenzione alla guida, nel caso dei piccoli è necessario un approfondimento sulla biologia e sui comportamenti naturali di questi animali.

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Un altro pericolo del crescere questi animali selvatici in modalità "fai da te" è quello dell'imprinting secondo il quale l'animale una volta cresciuto e liberato finisce per riconoscere l'uomo come appartenente alla propria specie. Avete presente trovarvi in passeggiata su un sentiero o in campagna ed incrociare un ungulato imprintato? Magari nel periodo territoriale o di riproduzione? Vi assicuriamo che non è per nulla piacevole oltre ad essere estremamente pericoloso.

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Il riccio europeo (Erinaceus europaeus) occupa il secondo posto per numero di ingressi perché anch'esso spesso vittima di investimento, per ferimento durante le operazioni di taglio dell'erba soprattutto nei giardini privati, per predazione da cane/gatto, per intossicazione, per patologie o nel caso dei cuccioli perché incautamente sottratti alle cure materne.

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Per quanto riguarda i chirotteri abbiamo registrato solo nel 2019 più di 50 ricoveri con ben 5 specie differenti identificate. La struttura piacentina infatti accoglie anche esemplari in difficoltà provenienti da altre province o regioni in un programma di stretta collaborazione tra diverse strutture italiane coinvolte attivamente nella tutela di questi mammiferi che, se pur così piccoli, svolgono un ruolo fondamentale di fornitori di servizi ecosistemici da cui le attività umane possono trarre grandi benefici.

Le principali problematiche per questi animali sono rappresentate dalla predazione da parte di domestici (soprattutto gatti), dal disturbo di origine antropica delle colonie o di singoli individui anche in periodo di ibernazione. Nel caso in cui un piccolo sia caduto dal posatoio (sito di rifugio) il tentativo oramai ben collaudato di ricollocamento ha permesso in moltissimi casi alle madri di riuscire a riprendere il proprio cucciolo caduto e di riportarlo al sicuro nel rifugio in brevissimo tempo. 

 

RICORDATE: se vedete un pipistrello in difficoltà la tempestività di un intervento può fare la differenza!  

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Un'altra specie spesso vittima di impatto con autovettura è la lepre europea (Lepus europaeus), in altri casi sono soprattutto i cuccioli a subire predazione da gatto/cane oppure vengono semplicemente raccolti incautamente e sottratti alle cure materne.

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Per lo scoiattolo rosso (Sciurus vulgaris) ed il ghiro (Glis glis) sono l'accidentale distruzione del nido o l'investimento le principali cause di ricovero.

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In seguito ad investimento o perché rinvenuti fortemente debilitati durante gli inverni più rigidi vengono ricoverati sempre con maggior frequenza esemplari di istrice (Hystrix cristata). Per la volpe rossa (Vulpes vulpes) ed i mustelidi quali tasso (Meles meles) e faina (Martes foina) sono anche avvelenamento e debilitazione da patologie, come ad esempio la rogna sarcoptica, le principali cause di cricovero.

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