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Uccelli rapaci sono abili cacciatori nonostante ciò, spesso diventano ospiti del nostro centro di recupero. Al primo posto la civetta (Athena noctua) con quasi 30 ingressi all'anno. Questo piccolo strigide, come tutti gli altri notturni, si trova spesso ad impattare contro autovetture. In altri casi finiscono loro malgrado per cadere nelle canne fumarie senza riuscire ad uscirne in autonomia oppure avvelenate per essersi nutrite di roditori a loro volta vittime di esche rodenticide o incollate con colle posizionate per i roditori. 

Oltre alla colla alcuni individui possono accidentalmente cadere in bidoni aperti contenenti oli o altre sostanze chimiche nocive, oppure in vasche per i liquami. In questi casi, quando il grado di intossicazione non porta alla morte, il piumaggio resta compromesso rendendo necessari ricoveri decisamente lunghi che possono causare forte stress ed insofferenza allo stato di cattività con conseguenze letali.

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Seguono per numero di ricoveri con simili problematiche l'assiolo (Otus scops), l'allocco (Strix aluco), il gufo comune (Asio otus) ed il barbagianni (Tyto alba), quest'ultimo appartenente alla famiglia dei tytonidi. 

 

Per i rapaci diurni il più alto numero di conferimenti è raggiunto dal gheppio (Falco tinniculos) seguito dalla poiana comune (Buteo buteo) e dallo sparviere (Accipiter nisus).

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Per i falconidi sono stati ricoverati individui di falco pellegrino (Falco peregrinus), di lodolaio (Falco subbuteo) e di falco pecchiaiolo (Pernis apivorus). 

Le cause più frequenti restano la forte debilitazione in seguito a patologie che purtroppo spesso hanno un esito letale, oppure in seguito a traumi all'apparato scheletrico (sono purtroppo noti casi di ferimento da arma da fuoco).

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DA SAPERE Al contrario di altri uccelli, i rapaci seguono una modalità di svezzamento che porta i piccoli a scendere, più o meno goffamente, dal nido (che sia esso posizionato nel foro di un tronco piuttosto che sulle piante tra i rami oppure ancora in un buco nel muro o nel sottotetto di vecchie costruzioni rurali) terminando così la fase di svezzamento da parte dei genitori direttamente a terra, apparentemente senza alcuna protezione.

Nella stagione primaverile/estiva riceviamo spesso segnalazioni di pulli a terra ancora con piumaggio incompleto ed incapaci di volare. In questi casi è necessario permettere agli operatori di discriminare là dove si presenti una reale problematica (lesioni o fratture o forte debilitazione) consentendo ai genitori di portare all'involo la propria prole sana e che non necessiti di aiuto da parte nostra.

PROMEMORIA Se vedete un pullo in apparente difficoltà ricordate di non raccoglierlo immediatamente ma contattateci al CRAS di riferimento e attendete istruzioni.

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